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L’Italia esce dalla Via della Seta

ROMA – L’Italia è ufficialmente fuori dalla Via della Seta, il memorandum di intesa tra Italia e Cina, che prevedeva 29 accordi, 10 commerciali e 19 istituzionali. L’accordo era stato siglato a Palazzo Madama nel 2019 dal presidente cinese, Xi Jinping e dall’allora presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

“Con l’uscita ufficiale dalla Via della Seta, l’Italia riconferma il proprio collocamento geopolitico che sta saldamente con l’Occidente e all’interno del sistema delle alleanze tradizionali”, dichiara in una nota il senatore della Lega Marco Dreosto, segretario dell’Ufficio di presidenza in commissione Esteri e Difesa di Palazzo Madama.

La Cina rimane un partner commerciale ma allo stesso tempo era necessario respingere al mittente le mire geopolitiche di Pechino nei confronti del nostro Paese – puntualizza Dreosto-. In un contesto internazionale profondamente mutato in seguito all’aggressione russa in Ucraina, si può osservare come vi sia un allineamento tra potenze autocratiche – Russia, Cina e Iran – che sfidano l’Occidente. Va bene commerciare con tutti, ma accordi strategici devono essere presi solo con i nostri alleati ed era necessario ribadire l’importanza della salvaguardia dei nostri asset nazionali che non potevano cadere in mano a uno Stato competitor.

La Lega da sempre lo ha ribadito, e continua a farlo cercando di bloccare la folle corsa all’elettrico che non farebbe altro che farci cadere da una dipendenza, dal gas russo, a un’altra dipendenza, dalle tecnologie cinesi. Ancora una volta in politica estera, questo governo dimostra di sapersi muovere al meglio per ridare all’Italia quel ruolo che le spetta nello scacchiere internazionale”. (www.dire.it)

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