La scuola dell’inclusione e della coesione: oltre ogni tetto numerico, per un’Italia che unisce
Adele Sammarro di Italia del Meridione:"La scuola non si ghettizza con i numeri. Investiamo su integrazione e formazione, non su barriere."
Roma-Le parole pronunciate dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell’inaugurazione dell’anno scolastico ad Amatrice — nel cuore di una terra ferita ma resiliente — risuonano come un richiamo solenne ai valori fondanti della nostra Repubblica. Ricordare che “la scuola è la più efficace leva di integrazione” e che essa è “aperta a tutti”, in ossequio all’articolo 34 della Costituzione, ci impone una riflessione profonda e matura, soprattutto alla luce dei provvedimenti normativi emersi in queste ore in merito all’introduzione di un tetto massimo di studenti stranieri per classe.
Affrontare questo tema richiede di rifuggire da logiche di scontro ideologico, per rimettere al centro ciò che la scuola è costituzionalmente chiamata a essere: un presidio di democrazia, un laboratorio di coesione sociale e il più potente motore di crescita collettiva.

Il rischio dei confini invisibili tra i banchi
Porre un limite rigido e numerico alla presenza di alunni con background migratorio rischia di produrre l’effetto diametralmente opposto a quello auspicato. Come ci ammonisce il Capo dello Stato, la scuola deve “aiutare a non formare ghetti, a non alzare barriere, a unire e a non lacerare”.
L’istituzione scolastica non può trasformarsi in un mero esercizio di contabilità demografica. L’isolamento o la concentrazione forzata generano marginalità, alimentano i muri della diffidenza e indeboliscono il tessuto delle nostre comunità. La vera sfida non è contenere o compartimentare la diversità, ma governarla attraverso processi pedagogici avanzati, capaci di trasformare la multiculturalità in un’opportunità di arricchimento reciproco per tutti gli studenti, italiani e di origine straniera.
Verso soluzioni strutturali: qualità, risorse e corresponsabilità
Se vogliamo che la scuola sia davvero un luogo di unione e crescita equa, le risposte non possono risiedere in divieti numerici calati dall’alto, bensì in investimenti strutturali e in una governance lungimirante del sistema scolastico. Dal punto di vista programmatico, come Dipartimento di Istruzione e Merito di Italia del Meridione proponiamo tre direttrici d’azione concrete e sostenibili:
- Potenziamento del corpo docente e supporto linguistico mirato: L’inclusione reale passa attraverso la padronanza della lingua italiana. È necessario investire stabilmente in organici aggiuntivi dedicati all’insegnamento dell’italiano come lingua seconda (L2) nei primi mesi di inserimento, garantendo percorsi personalizzati che non penalizzino il ritmo di apprendimento della classe ma che azzerino rapidamente il divario comunicativo.
- Autonomia scolastica e patti educativi di comunità: Ogni scuola vive una realtà territoriale unica, particolarmente complessa nel nostro Mezzogiorno. Anziché imporre rigidi tetti standardizzati, bisogna valorizzare l’autonomia degli istituti scolastici, permettendo loro di collaborare attivamente con i Comuni, il terzo settore e le famiglie attraverso patti educativi di comunità. Solo radicando la scuola nel territorio si conquista la fiducia delle famiglie e si prevengono fenomeni di dispersione e marginalizzazione.
- Formazione continua e coesione del corpo docente: I docenti sono il perno del cambiamento. Occorre offrire percorsi di formazione specialistica in pedagogia interculturale e gestione delle classi eterogenee, affinché gli insegnanti siano messi nelle condizioni di valorizzare il pluralismo culturale come risorsa didattica e relazionale, e non vissuto come un elemento di criticità gestionale.
La bussola della Costituzione
La scuola italiana non ha bisogno di barriere, ma di ponti. Ha il compito morale e civile di forgiare cittadini consapevoli, capaci di guardare all’altro non come a una minaccia, ma come a una parte integrante del futuro comune. Come Italia del Meridione, continueremo a vigilare e a proporre soluzioni costruttive affinché le aule scolastiche rimangano ciò che la nostra Costituzione ha sognato per esse: il luogo in cui le differenze si dissolvono nella comune appartenenza ai valori della democrazia, del sapere e della crescita umana.
Adele Sammarro Coordinatrice del Dipartimento Istruzione e Merito di Italia del Meridione

