EDITORIALE – Un ritornello allegro e immediato accompagna una storia di tradimento, ingiustizia e sacrificio. È il contrasto che rende particolare “Hop Hop Somarello”, il brano interpretato da Paolo Barabani al Festival di Sanremo del 1981, dove si classificò al sesto posto. Firmata da Barabani, Enzo Ghinazzi, conosciuto come Pupo, e Gian Piero Reverberi, la canzone racconta la Passione di Gesù attraverso una forma musicale semplice, capace di avvicinare un tema drammatico al linguaggio del canto popolare.
Dietro il titolo si nasconde una scelta narrativa precisa. L’asinello che accompagna Gesù verso Gerusalemme diventa il riferimento attorno al quale si sviluppa il racconto. Un animale umile, estraneo ai giochi del potere e alle contraddizioni degli uomini, posto accanto al protagonista mentre la sua vicenda procede verso la condanna.
La nascita del brano precede la partecipazione al Festival. In un’intervista rilasciata a Carlo Pellegrini e pubblicata da Il Cittadino Mese nel novembre 2024, Barabani ha ricordato di averlo concepito in un pomeriggio piovoso, tra il 1978 e il 1979. L’intenzione, ha spiegato, era affidare il racconto a un testimone imparziale: proprio il somarello, la cui innocenza viene contrapposta alla complessità del comportamento umano. Fu poi Reverberi a comunicargli che la canzone avrebbe partecipato a Sanremo.
Il testo attraversa alcuni passaggi centrali del racconto evangelico: l’arrivo a Gerusalemme, il rinnegamento di Pietro, il tradimento di Giuda, il giudizio di Pilato e la scelta di liberare Barabba. Il percorso conduce alla crocifissione, mentre il ritornello conserva la sua apparente spensieratezza.
Da questo accostamento nasce una possibile chiave di lettura: la musica invita alla fiducia, mentre le strofe mostrano quanto facilmente gli uomini possano abbandonare chi prima avevano seguito. L’amicizia legata al successo, la convenienza e la fragilità della fedeltà diventano così temi che possono parlare anche al di fuori del riferimento religioso.
Il somarello, in questa interpretazione, rappresenta una presenza fedele che accompagna senza giudicare. Attorno a lui cambiano gli atteggiamenti delle persone; il suo procedere conserva invece una semplicità che mette in risalto le contraddizioni della vicenda.
Anche il riferimento all’agnello richiama il significato cristiano del sacrificio e dell’innocenza. La conclusione mette in evidenza il paradosso di un uomo che annuncia la pace e viene condannato a una morte violenta. Non occorre attribuire agli autori un’intenzione ulteriore per riconoscere nel testo questa tensione tra il messaggio di Gesù e la risposta che riceve.
A distanza di oltre quarant’anni dalla partecipazione sanremese, Barabani ha indicato ancora “Hop Hop Somarello” come il proprio brano più conosciuto. Riascoltarlo significa riscoprire, dietro la leggerezza della melodia, una domanda sulla lealtà e sul modo in cui gli uomini trattano l’innocenza.
per ascoltare la canzone:

