Neonato trovato in un sacchetto, Pietrucci: prevenire gli abbandoni e far conoscere le culle per la vita
CINISELLO BALSAMO – Il ritrovamento di un neonato in un sacchetto di plastica, in strada a Cinisello Balsamo, riporta l’attenzione sulla prevenzione degli abbandoni e sulla conoscenza dei servizi che possono proteggere i bambini appena nati. Il caso, raccontato da RaiNews il 12 ottobre, ha visto il piccolo soccorso e trasferito in codice rosso all’ospedale Niguarda di Milano. La struttura ne aveva successivamente comunicato le discrete condizioni generali, dopo il trattamento di una lieve ipotermia.
Sulla vicenda interviene l’imprenditore romano Gianluca Pietrucci, che richiama la necessità di informare maggiormente sulle alternative all’abbandono in strada, a partire dal parto in anonimato e dalle strutture di accoglienza protetta conosciute come culle per la vita.
Per Pietrucci, la prevenzione passa dalla capacità di raggiungere le donne che vivono una gravidanza in condizioni di difficoltà, isolamento o paura, spiegando con chiarezza che esistono possibilità concrete per chiedere aiuto e mettere al sicuro il proprio bambino.
Il neonato di Cinisello Balsamo era stato scoperto da una donna che passeggiava con il cane e aveva sentito dei vagiti. Il suo intervento aveva consentito di attivare i soccorsi e affidare il piccolo alle cure dei sanitari. Una vicenda dalla quale Pietrucci prende le mosse per sollecitare una maggiore diffusione delle informazioni sui percorsi protetti già disponibili.
Le culle per la vita, presenti presso alcune strutture sanitarie e realtà assistenziali, sono dispositivi attrezzati per accogliere un neonato in un ambiente protetto, con sistemi che ne segnalano la presenza al personale incaricato. La loro funzione è consentire un’accoglienza tempestiva, evitando che un bambino venga lasciato in luoghi pericolosi.
Distinto, ma altrettanto importante, è il parto in anonimato: in Italia una donna può partorire in ospedale ricevendo assistenza sanitaria, scegliere di non riconoscere il neonato e chiedere di non essere nominata nell’atto di nascita. Il bambino viene assistito e si attivano le procedure di tutela davanti all’autorità giudiziaria minorile, finalizzate, quando ne ricorrono i presupposti, all’adozione.
Il messaggio sostenuto da Pietrucci è che queste opportunità debbano essere conosciute prima che si verifichi un’emergenza. Chi non può occuparsi di un figlio deve sapere di potersi rivolgere ai servizi sanitari, trovando assistenza e informazioni sui percorsi previsti.
Alla cronaca degli abbandoni, secondo l’imprenditore romano, deve quindi accompagnarsi un impegno costante di sensibilizzazione. Far conoscere le culle per la vita e il diritto al parto in anonimato significa offrire alternative concrete, tutelando il neonato e sostenendo la donna in una scelta particolarmente delicata.

