Ossezia del Sud, Gianluca Pietrucci annuncia la nomina a console onorario
Pietrucci annuncia anche la pubblicazione un libro che racconti il paesaggio, la cultura e la storia dell' Ossezia Sud.
OSSEZIA DEL SUD – Gianluca Pietrucci ha annunciato di aver ricevuto la nomina a console onorario della Repubblica dell’Ossezia del Sud, conferitagli da Mauro Murgia, rappresentante sud-osseto in Italia. Nel messaggio con cui ha comunicato l’incarico, Pietrucci ha indicato nel dialogo, nella cooperazione e negli scambi culturali gli obiettivi del proprio impegno.
«Accolgo questo prestigioso incarico come un grande onore personale e come un impegno concreto a favorire il dialogo, la cooperazione, gli scambi culturali e le relazioni tra i nostri popoli», ha dichiarato, esprimendo gratitudine per la fiducia ricevuta.
Alla base di questa scelta, Pietrucci richiama anche un legame familiare: l’Ossezia del Sud è la terra d’origine della moglie e della sua famiglia. Un rapporto coltivato negli anni attraverso esperienze personali e contatti che, spiega, gli hanno consentito di conoscere direttamente la cultura, le tradizioni e il senso di appartenenza della comunità osseta.
Nel suo intervento ricorda inoltre le conseguenze dei conflitti degli anni Novanta e del 2008 sui familiari acquisiti. Le loro testimonianze, racconta, hanno contribuito a rendere più profondo il suo rapporto umano con il territorio e con la popolazione.
L’annuncio si inserisce in un contesto internazionale nel quale lo status dell’Ossezia del Sud resta controverso. L’Unione europea e i suoi Stati membri sostengono la sovranità e l’integrità territoriale della Georgia entro i confini internazionalmente riconosciuti. La nomina annunciata va quindi distinta da un accreditamento consolare presso le autorità italiane, del quale il materiale fornito non dà riscontro.
Pietrucci ha ringraziato Murgia e dichiarato di voler affrontare l’incarico con dedizione, serietà e spirito di servizio, promuovendo occasioni di amicizia e collaborazione. «Gli incarichi passano, i valori restano. È sui valori che si costruiscono i ponti tra i popoli», ha concluso.

