NETTUNO – Conclusi i lavori di riqualificazione e valorizzazione del Complesso archeologico e monumentale di Torre Astura, realizzati dalla Soprintendenza nell’ambito del PNRR – Caput Mundi. L’intervento ha interessato il ponte acquedotto e la sicurezza delle strutture della villa romana, in uno dei luoghi più caratteristici del litorale nettunese.
La presentazione si è svolta all’interno del Poligono militare gestito dall’Ufficio Tecnico Territoriale Armamenti Terrestri del Ministero della Difesa. Sono intervenute la soprintendente Lisa Lambusier, l’architetto Raffaella Strati, responsabile unico del progetto e direttrice dei lavori, e l’archeologa Maria Teresa Moroni, che ha curato la direzione scientifica.
Le opere hanno riguardato il restauro e il consolidamento del ponte acquedotto, esposto al deterioramento provocato dagli agenti atmosferici e dal mare. Sono stati inoltre installati presidi per stabilizzare e mettere in sicurezza le strutture voltate del settore residenziale della villa.
Il complesso antico nacque alla fine dell’età repubblicana e fu ampliato in epoca imperiale. Comprendeva spazi abitativi, una peschiera per l’allevamento ittico e un porto. Il ponte acquedotto, conservato per circa 130 metri, collegava la parte sulla terraferma al settore marittimo e assicurava l’approvvigionamento di acqua dolce.
Sulle strutture romane si innesta la torre medievale, divenuta il simbolo del sito. La storia di Astura è legata anche a Corradino di Svevia: dopo la sconfitta nella battaglia di Tagliacozzo del 1268, il giovane sovrano vi cercò rifugio, ma Giovanni Frangipane lo consegnò a Carlo d’Angiò.
Passato successivamente ai Colonna, il castello fu ristrutturato nel Cinquecento, assumendo l’aspetto che ancora oggi caratterizza la fortificazione sul mare, collegata alla costa dal ponte. Un patrimonio nel quale convivono testimonianze romane, architettura medievale e paesaggio costiero.

