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Gambling e restrizione normative, come si è riorganizzato il gioco legale

ROMA – Il problema si sta trascinando oramai da tantissimi anni e le varie soluzioni trovate, molto spesso, hanno accontentato qualcuno, ma hanno fatto storcere il naso a molti altri. Insomma, si può tranquillamente dire che il rapporto tra gambling e restrizioni normative, ancora oggi, fa discutere e non poco. Il periodo pandemico pare solo aver rinviato una questione che, per tutti gli esecutivi che si sono succeduti, è sempre stata una grana non da poco. Il rischio però, come in tanti operatori del settore hanno sottolineato, è che ridurre e contrastare il gioco legale porti a favorire quello illegale. Ma come ha reagito l’industria in questo periodo? Giusto entrare nel dettaglio e nello specifico per provare a spiegare qualcosa in più.

A far capire qualcosa in più possono essere senza alcun dubbio i numeri, quelli che, in un settore come questo, non mentono davvero mai. Ed ecco che, basandosi sul rapporto Censis-Lottomatica, si trovano conferme sul suddetto pericolo. A dimostrarlo infatti sono i guadagni: 12 miliardi di euro nel 2019, 18 miliardi di euro nel 2020, con una crescita del 50% e una proiezione che porterebbe a toccare i 20 miliardi. Cifre che potrebbero quasi fare paura e che portano dunque a fare una riflessione: come si possono far coesistere restrizioni normative e gioco legale? Per capirlo si possono analizzare le evoluzioni avvenute in due Paesi dove il gambling è una delle aziende più floride, ossia l’Italia e la Spagna.

In entrambi i casi la soluzione adottata ha portato a una sorta di vero e proprio cambiamento nelle strategie di marketing. In poche parole, tutte le risorse che si sarebbero investite, per esempio, in squadre di calcio, social media, pubblicità sono state dirottate in altri canali di comunicazione, come campagne di responsabilità sociale, creazioni di portali informativi e sistemi di tutela dei giocatori, ma anche tecniche SEO. Insomma, al di là delle difficoltà iniziale, il volume degli investimenti non si è ridotto, ma è stato soltanto riorganizzato il tutto, tenendo conto delle restrizioni normative.

E parlando di queste ultime è impossibili non citare il nostrano Decreto Dignità e l’iberica legge Garzon. Entrambe hanno come obiettivo principale quello di limitare la pubblicità legata al gioco d’azzardo, ma il primo appare ancor più restrittivo. Ed è per quello che si parla di una sospensione temporanea, come sottolineato dalla sottosegretaria allo Sport Valentina Vezzali. Una via di mezzo potrebbero esser le forme indirette, ma la sensazione è che comunque, in un modo o nell’altro, il gambling riesca sempre a riorganizzarsi. Mutamenti ed evoluzioni che vanno più veloci di norme, decreti e di tutto ciò che è inevitabilmente rallentato dalla burocrazia e dai tempi parlamentari. Non resta ora che attendere quello che succederà nei prossimi mesi, quando i dati legati al 2021 faranno ancora maggior chiarezza. Intanto però nel mondo del gioco legale, come detto e sottolineato, pare essere sbarcata una filosofia tutta nuova. E che sembra funzionare alla grande.

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