Usa, Trump perde Camera e Senato alle elezioni di metà mandato
WASHINGTON – I democratici conquistano la maggioranza alla Camera e al Senato nelle elezioni di metà mandato del 3 novembre. La sconfitta dei repubblicani, che hanno perso terreno anche in roccaforti come il Texas e il Kansas, cambia gli equilibri a Washington. Donald Trump resta alla Casa Bianca, ma per i due anni che lo separano dalla fine del mandato dovrà fare i conti con un Congresso controllato dall’opposizione.
Il costo della vita e il malcontento per la guerra con l’Iran hanno pesato sulla campagna. Con la maggioranza in entrambe le Camere, i democratici potranno condizionare le trattative sul bilancio, ostacolare le proposte legislative della Casa Bianca e intensificare il controllo sull’operato dell’amministrazione attraverso le commissioni parlamentari. Al Senato, il cambio di maggioranza peserà anche sulle conferme delle nomine presidenziali.
La storia americana offre precedenti di presidenti che hanno recuperato consenso dopo una battuta d’arresto a metà mandato. Nel 1982 i repubblicani di Ronald Reagan persero seggi alla Camera, ma conservarono il Senato. Reagan fu rieletto nel 1984. Bill Clinton perse entrambe le Camere nel 1994 e vinse le presidenziali del 1996. Barack Obama, dopo aver ceduto la Camera ai repubblicani nel 2010, ottenne un secondo mandato nel 2012.
Trump affronta questa sconfitta nel suo secondo mandato. Eletto nel 2016 e nel 2024, ha già raggiunto il limite di due elezioni alla presidenza fissato dal XXII emendamento. Il precedente di Clinton aiuta a capire come una Casa Bianca possa negoziare con un Congresso avversario. Per Trump, il banco di prova sarà quanto riuscirà a portare avanti della sua agenda mentre, nel Partito repubblicano, si apre la partita per la successione del 2028.

