titolo pulito

Papa Francesco rimasto bloccato in ascensore arriva in ritardo all’Angelus

Il Pontefice dopo aver spiegato il motivo del ritardo ha annunciato anche la proclamazione di dieci nuovi cardinali

Città del Vaticano – Attimi di paura ed apprensione per le sorti del Pontefice Papa Jorge Bergoglio che oggi è rimasto chiuso in ascensore per quasi mezz’ora. Fatto che non è potuto passare inosservato in quanto il Papa è poi arrivato in netto ritardo all’Angelus di mezzogiorno. Non ne ha dunque fatto mistero rispetto a quanto accaduto:

“Mi devo scusare per il ritardo, ma sono rimasto chiuso nell’ascensore per 25 minuti: è stato un calo di tensione. Grazie a Dio, sono venuti i Vigili del Fuoco che dopo 25 minuti di lavoro sono riusciti a farlo andare”. Ha esordito così papa Francesco all’inizio dell’Angelus in piazza San Pietro a Roma, iniziato in effetti con diversi minuti di ritardo. “Facciamo un applauso ai Vigili del Fuoco!”, ha detto il Pontefice rivolto ai fedeli.

A bloccarsi dunque  per 25 minuti mentre portava  il Pontefice Francesco al terzo piano del palazzo apostolico è stato “l’ascensore privato” dei Papi, dove il pontefice si affaccia per la preghiera domenicale dell’Angelus. In Vaticano è chiamato “l’ascensoretto di Sisto V“, perché vi si accede dall’omonimo cortile, uno dei più riservati di tutto il piccolo Stato. E arriva direttamente nell’appartamento papale, dove Bergoglio non ha deciso di abitare, ma che viene utilizzato la domenica e per altre occasioni ufficiali. L’inconveniente è stato subito segnalato alla centrale operativa interna che ha mobilitato il servizio di vigili del fuoco vaticani, che hanno la loro caserma operativa nel cuore della Città leonina, nel cortile si San Damaso, a poche centinaia di metri dall’ascensoretto. Negli anni l’ascensore è stato usato da tutti i papi, in particolare da Giovanni Paolo II quando aveva problemi di deambulazione

Nel corso dell’Angelus, papa Francesco ha annunciato poi che a ottobre terrà un concistoro per la nomina di 10 nuovi cardinali. Tra questi l’unico italiano è monsignor Matteo Zuppi, proveniente dalla Comunità di Sant’Egidio e attualmente arcivescovo di Bologna. Accanto a lui tre personalità di curia, Ayuso Guyxot del pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, Josè Tolentino Mendoza, teologo e Bibliotecario vaticano e il gesuita Michel Czerny del Pontificio consiglio per lo sviluppo umano. Seguono l’arcivescovo di Kinshasa, quello di Lussemburgo, dell’Avana, di Jakarta, di Rabat, del Guatemala. Accanto a questi arcivescovi, ha voluto dare la porpora a tre ultra ottantenni per il loro servizio alla Chiesa.

Infine, il Pontefice ha chiesto ai fedeli di pregare per il suo viaggio in Africa: “Mercoledì prossimo, a Dio piacendo, partirò per un viaggio apostolico in Africa, per visitare le popolazioni di Mozambico, Madagascar e Mauritius. Vi chiedo di accompagnarmi con la preghiera, perché questa visita pastorale possa portare i frutti desiderati”, ha concluso Francesco.

Certified
Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

This website uses cookies to improve your experience. We'll assume you're ok with this, but you can opt-out if you wish. Accept Read More

Privacy & Cookies Policy