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Forte appello di Io sono Oss Sicilia: “operatori socio-sanitari, basta precariato”

Gli obiettivi del coordinamento regionale guidato da Natasha Pisana.

Ragusa – Stop alla precarietà e maggiore valorizzazione della figura dell’Oss. A questo punta il coordinamento regionale “Io sono Oss Sicilia”, nato a Palermo nel novembre 2018 e guidato da Natasha Pisana, sindacalista ragusana che si batte dal 2014 per i diritti della figura dell’operatore sociosanitario in costante evoluzione nel percorso assistenziale.

Dopo la pubblicazione del concorso di bacino della Sicilia Orientale, gli operatori sociosanitari del territorio ragusano sono ancora in cerca di un percorso di stabilizzazione. “Gli Oss del territorio ibleo, che abbraccia otto Comuni, vivono da oltre sedici anni in una condizione di precariato, destinato a continuare- denuncia Natasha Pisana- Per gli operatori della provincia di Ragusa, con il primo bando, sono stati messi a disposizione soltanto posti in mobilità. Con la riapertura dei termini concorsuali auspichiamo però una concreta prospettiva di stabilizzazione lavorativa con un contratto a tempo indeterminato e assunzione di nuovi operatori».

La figura professionale dell’Oss si rende quanto mai necessaria nel settore dell’assistenza in quanto va ad integrarsi all’interno di un reparto in perfetta sinergia con il personale medico e infermieristico.

«È fondamentale che si ottengano codici etici e di conoscenza per lavorare- sottolinea Pisana- in sinergia con infermieri, medici e ausiliari per il benessere e l’assistenza complessiva del malato, compresi l’igiene e la cura del paziente”.

«L’obiettivo- continua- è quello di lavorare in equìpe. Attraverso un codice etico, sia nazionale che regionale, si avrebbe garanzia delle regole di comportamento e comunicazione dell’operatore sia nei confronti degli altri componenti del team che nei confronti dei pazienti e dei loro familiari a sostegno di quella che è a tutti gli effetti una figura sanitaria”.

«In Sicilia purtroppo gli Oss non ricevono ancora il giusto riconoscimento da ottenersi principalmente con un contratto di lavoro che possa restituire dignità e futuro ai lavoratori che prestano servizio all’interno di Asp e strutture sanitarie pubbliche e private», denuncia Pisana.

L’associazione “Io sono Oss”, per questo motivo, mantiene vivo il confronto con le altre associazioni sul territorio siglando protocolli di intesa atti a creare collaborazione e formazione tra operatori.

«La nostra associazione ha infatti richiesto, con un protocollo di intesa con l’Asp 7, formazione complementare rivolta soprattutto alla comunicazione rivolta sia ai pazienti sia tra i lavoratori di uno stesso reparto. Si assiste infatti sempre più spesso – continua Pisana- ad attacchi fisici e verbali a tutti gli operatori in contesti di emergenza-urgenza».

Tra gli obiettivi che distinguono “Io sono Oss”, afferente all’associazione nazionale nata in Lombardia e presente anche in Piemonte, Liguria, Lazio, Puglia e prossimamente anche in Sardegna, anche il confronto «con le altre Regioni per aumentare l’attenzione sugli operatori e incrementare le competenze sociali dell’operatore che possa inserirsi in qualsiasi contesto assistenziale a 360 gradi». (di Valentina Grasso – In sanitas)

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