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Giornata mondiale della Terra: un impegno alla salvaguardia del pianeta e delle sue risorse

Quest'anno compie 50 anni la manifestazione pro ambiente ideata da Gaylord Nelson. La terra chiede all’uomo di essere abitata, perché abitare significa avere cura

Il 22 aprile è la Giornata mondiale della Terra, o Earth Day, la più grande manifestazione mondiale dedicata all’ambiente. Quest’anno compie 50 anni l’evento ideato dal senatore americano Gaylord Nelson e promosso dalle Nazioni Unite, che nel celebrare il nostro pianeta punta alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica verso le problematiche ambientali, promuovendone la salvaguardia dell’habitat e delle sue risorse.

Il 22 aprile è un appuntamento educativo e informativo di grande sensibilizzazione, che ogni anno si celebra con eventi, concerti, convegni e dibattiti. Il tema dell’Earth Day 2020 è “azione per il clima”, e il web sarà la piazza virtuale in cui si svilupperà la manifestazione. Quest’anno, infatti, la Giornata della Terra è chiamata a fare i conti con l’emergenza coronavirus, e gli eventi in programma si terranno per lo più in streaming. Al momento la sfida più grande da affrontare è quella del Covid-19, ma la lotta per la salvaguardia del pianeta non si ferma. Anzi, questa pausa rappresenta oggi più che mai un momento di riflessione sulle nostre abitudini consumistiche a favore di un ritrovato valore del tempo, dello spazio e dell’ambiente.

Il riscaldamento globale, la deforestazione, l’esaurimento delle risorse non rinnovabili, l’inquinamento dei mari, l’emissione di CO2 sono alcune delle problematiche maggiori della nostra epoca, che chiedono di essere affrontate con forza e impegno. L’invito per tutti i popoli è mettere in atto accorgimenti, nonché obblighi civili e morali, che possano preservare il pianeta, come il riciclo dei materiali, l’utilizzo intelligente delle risorse, la bioedilizia, la creazione di impianti ad energia rinnovabile, la protezione di polmoni verdi e specie animali.

La Giornata mondiale della Terra non è solo un appuntamento annuale, ma un impegno costante per l’uomo a ricordarsi che il pianeta è uno spazio da abitare e custodire. Abitare significa infatti lasciare impronte, come diceva Walter Benjamin, lasciare il segno della propria identità e appartenenza come passaggio creativo e costruttivo su questa terra. Abitare è la metafora attiva dell’esistenza umana, una partita che si gioca tutta tra il dentro e il fuori, tra dimensione privata e pubblica, tra dimora e mondo, tra “io” e “altro”.

La Giornata mondiale della Terra ci ricorda da cinquant’anni che l’uomo può e deve imparare ad abitare il pianeta come la stanza più grande della propria casa, come spazio di appartenenza da custodire e amare. Non ci sono solo diritti, ma anche doveri verso l’ambiente in cui viviamo, doveri di civiltà e umanità verso le risorse che la natura ci offre. La terra chiede all’uomo di essere abitata, perché abitare significa avere cura.

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