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Approvato il decreto rilancio, ma come ripartire dopo l’emergenza?

Roma – Il testo del decreto Rilancio è stato approvato dal Consiglio dei Ministri, molte sono le novità ufficiali e le misure introdotte per le  imprese, lavoratori e famiglie. La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è prevista per la giornata odierna, motivo per cui il team dello Studio   Flexad  di Roma intende approfondire “l’effettiva ufficialità” dei provvedimenti varati dal governo.

Tra le novità più attese all’interno del decreto Rilancio spicca il bonus per le partite IVA, rinnovato a 600 euro, 1.000 nel caso in cui si dimostrasse di aver registrato perdite superiori al 33% rispetto al fatturato dello stesso periodo nel 2019. La cassa integrazione viene prorogata di ulteriori 5 settimane, per chi abbia già fruito delle nove precedenti, nel periodo che va dal 23 febbraio al 31 agosto 2020. È possibile altresì richiedere ulteriori quattro settimane per il periodo che va dal 1° settembre al 31 ottobre 2020. A sostegno di chi percepisce l’indennità di disoccupazione, la misura dedicata alla Naspi all’interno del decreto Rilancio prevede la proroga dell’assegno per due mesi per chi ha l’indennità in scadenza. Poi si parla anche dell’attesissimo reddito di emergenza, i cui dettagli vengono svelati all’interno del decreto Rilancio, e che in sostanza prevede un sostegno economico per le famiglie che non ne percepiscono già alcuno e possono dimostrare di avere un ISEE inferiore al tetto di 15.000 euro. La durata del reddito di emergenza è di di due mesi e l’importo del sostegno va da un minimo di 400 euro a un massimo di 800 euro. Ma queste sono solo una minima parte di un decreto che contiene circa 250 articoli. Ancora, dunque un’altra matassa da sbrogliare.

Le norme dunque sono arrivate, ma ora ci si interroga come ripartire dopo l’emergenza? Ai decreti si aggiungono altre  misure che dovranno essere seguite da aziende, imprese, negozi al dettaglio che riaprono i battenti tra mille difficoltà. Occorre indubbiamente procedere ad una attenta pianificazione economico-finanziaria valutando i singoli casi delle attività produttive, professionali e per le partite Iva, mai generalizzando i concetti. Ogni caso, infatti deve essere valutato nelle sue criticità singole alle quali bisogna far corrispondere adeguate proposte di soluzione. Flexad c’è.

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