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Uscire dalla crisi d’impresa Covid, Stuppia (Flexad) in webinar: “il debito può essere ristrutturato”

Si è svolto ieri mattina con Uffici Stampa Nazionali il webinar in modalità binaria con lo Studio Flex Ad di Roma sul tema “Fase 3 covid. La ripartenza passa per la crisi d’impresa. Come uscirne?”. Un argomento di scottante interesse per le criticità del settore economico-finanziario italiano, in cui le normative proposte dal governo presentano ancora molte lacune ed interrogativi. Il Dott. Vincenzo Stuppia, Commercialista e Revisore Legale presso lo  Studio  Flexad  di Roma, è intervenuto per fornire un quadro preciso dello stato dell’arte in cui versa il settore produttivo e aziendale, cercando di dare adeguate proposte di soluzione per ciascun settore, specialmente per quanto riguarda la programmazione e la ristrutturazione del debito.

«La parola chiave – afferma il Dott. Stuppia dello Studio Flex Ad  – per uscire da questa crisi finanziaria è una sola: programmazione. Cercare quindi di capire quale sarà l’impatto sui flussi di cassa che le aziende subiranno e di comprendere se la struttura dei debiti preesistente al covid, unita al deterioramento della posizione degli attivi, possa far sì che l’azienda possa continuare a lavorare e preparare un piano per questo».

La problematica della programmazione investe tutti i settori, che sia una piccola o media impresa. La prima cosa da fare è programmare, dunque, i flussi di cassa futuri. «Solo in questo modo l’imprenditore – prosegue il Dott. Stuppia – potrà poi comprendere se è il caso di continuare o se è più opportuno chiedere lo stop dell’attività e quindi l’apertura della procedura per la liquidazione giudiziale dell’azienda».

Partendo da questi presupposti interni e dal volume d’affari della struttura l’imprenditore può capire se e come andare avanti. La crisi d’impresa però, come sottolinea il Dott. Stuppia, non deve essere vista come qualcosa di negativo, ma come un percorso necessario per tornare alla ripresa. «Il fallimento nella cultura inglese, ad esempio, non è vissuto in maniera drammatica ma come un modo per fermarsi, per rinascere riformando la propria attività. Questo è possibile anche qui, gli strumenti ci sono sia per i consumatori che per i professionisti e i piccoli imprenditori».

Ma come fare? Quali possono essere le procedure più idonee da attuare? Il Dott. Stuppia spiega che esistono procedure riservate alle diverse categorie, dal consumatore al piccolo e grande imprenditore. «Fino al 1 settembre 2021 si applicheranno le vecchie norme, che prevedevano al consumatore in stato di crisi di presentare un piano presso l’OCC (Organismo di Composizione della Crisi) dove indicare le cause della crisi e presentare istanza al tribunale per omologare un piano del consumatore – verificando la fattibilità –: andando a ridurre l’esposizione debitoria si rende compatibile con i redditi e la sopravvivenza del soggetto. È una procedura giudiziale che può portare serenamente alla soluzione del problema».

L’imprenditore può quindi «concordare una modalità di pagamento del debito con i propri creditori che rappresenti almeno il 60% dei crediti stessi». E vi è poi anche la possibilità, secondo quanto affermato dal Dott. Stuppia, di «procedere alla liquidazione del patrimonio ove il credito non fosse possibile. Le soluzioni quindi ci sono e rispondo alle varie situazioni debitorie, arrivando addirittura alla sdebitazione totale».

Dal 1 settembre 2021 invece cosa succederà? «Il nuovo codice della crisi d’impresa – spiega Vincenzo Stuppia – ha previsto sostanzialmente due procedure: la ristrutturazione dei debiti del consumatore, che prevede anche in questo caso la falcidia dei debiti – e quindi la possibilità che tutto il debito non venga rimborsato -, e la presentazione dell’istanza, sempre grazie all’OCC, ma in questo caso dal 1 settembre non verterà sulla fattibilità del piano».

Può esistere dunque una procedura attraverso la quale si possono cancellare i debiti del soggetto? Il Dott. Stuppia analizza anche questo interessante aspetto e risponde che «dopo il 1 settembre 2021 il codice di procedura d’impresa ha previsto che può essere richiesta una volta nella vita una sorta di “restart”, cancellando i debiti per consentire al soggetto di essere reimmesso nel circuito economico e ricominciare una nuova attività economica. Con la ristrutturazione del debito il soggetto potrà davvero ricominciare».

Il messaggio del Dott. Stuppia è dunque molto chiaro: c’è speranza di ripresa per tutti, anche per le situazioni più critiche. Gli scenari sono dunque più che positivi, c’è una via d’uscita per tutte le situazioni di crisi finanziaria, secondo le varie procedure, ed ogni impresa potrà essere rimessa in carreggiata.

Cliccare sul video seguente per seguire il webinar:

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