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Ivan Boragine nel mondo della recitazione a 360 gradi

L'attore è noto soprattutto per il suo ruolo chiave nella serie mondiale di Sky Atlantic Gomorra

Il primo approccio al mondo recitativo di Ivan Boragine, noto soprattutto per il ruolo del sindaco Michele Casillo in Gomorra – La Serie, è avvenuto in maniera amatoriale, grazie ad una rappresentazione parrocchiale. Quell’amore per la recitazione, però, è sempre stato dentro il cuore di Boragine, che poi ha sentito una sorta di vocazione quando ha compiuto 19 anni. La stessa che lo ha portato a fare un percorso all’interno del mondo dell’arte a 360°, finché non ha capito qual era davvero la strada che voleva percorrere.

“Sapevo di volermi creare una spazio come attore, anche se inizialmente ho fatto un po’ tutto a livello artistico. All’estero se sai ballare, recitare e cantare tutti pensano che tu sia al top, mentre in Italia il fare tutto viene sempre visto come un non fare niente. Avevo addirittura inciso due inediti canori, che non sono mai stati pubblicati. Finchè non ho deciso di percorrere esclusivamente la strada della recitazione. Ho così studiato a Napoli, la mia città natale, e in seguito a Roma. Per permettermi gli studi lavoravo e mi spostavo di continuo tra la Campania e il Lazio”.

Dopo diversi stage, anche all’estero, per alimentare e sviluppare il suo talento, Boragine ha cominciato a prendere parte a diverse fiction di successo. Ne La Nuova Squadra, ad esempio, ha interpretato un giovane ragazzo autistico. Un ruolo, pieno di tante sfaccettature, che Ivan ha reso ulteriormente suo quando ha scelto di passare del tempo in un centro di recupero al fianco di un ragazzo autistico. Una scelta fatta per portare in scena la verità degli autistici.

“Sono stato dieci giorni in un centro di recupero per persone disabili a stretto contatto con un giovane autistico, che mi ha lasciato davvero tanto. Ho costruito con lui il personaggio, ha fatto sì che dessi a quell’interpretazione varie sfaccettature. Senza conoscere il suo mondo, in maniera approfondita, avrei rischiato di rendere stereotipata la mia performance nella fiction”.

Quando si parla di Boragine, non si può non menzionare il sindaco Michele Casillo di Gomorra, il ruolo che gli ha dato la massima notorietà agli occhi del pubblico.

Gomorra è stata la svolta vera e propria. E’ stato uno dei set più belli, un successo che è andato oltre i confini dell’Italia. Quando stavamo girando la prima stagione, ovviamente, nessuno di noi sapeva a che cosa saremo andati incontro. Eravamo però coscienti del fatto che il nostro progetto era senz’altro ad alto livello. Considero Gomorra la punta dell’iceberg della mia carriera. I bei lavori che ho fatto prima della serie erano al di sotto come entità di percezione agli occhi del pubblico e degli addetti ai lavori”.

Nel 2020, Ivan è stato protagonista su Rai2 della fiction Mare fuori, ambientata in un carcere minorile. Un tema, quello del carcere, che aveva già affrontato nello spettacolo La Cella Zero, dove aveva raccontato la storia di Pietro Ioia, un ex detenuto che ha raccontato i maltrattamenti subiti all’interno di una cella nel carcere di Poggioreale.

“Nello spettacolo La Cella Zero avevo in scena con me proprio Pietro, che ha interpretato uno dei suoi aguzzini, mentre io mi sono calato nei suoi panni. Attualmente Ioia si è ripreso, tant’è diventato garante dei detenuti campani. Stare sul set di Mare fuori, in un certo senso, mi ha riportato alla mente le dinamiche carcerarie, che già conoscevo, seppur non indirizzate ai giovani, per questa mia esperienza pregressa in teatro. La fiction è stato dunque un accrescimento a questa tipologia di tematica. Tra l’altro, mi sono trovato davvero bene a lavorare con Carmine Elia, che considero un regista dinamico e forte. Devo fare i miei complimenti anche ai giovani ragazzi del cast. Ho visto in loro quella voglia, quella necessità di fare qualcosa di bello”.

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