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Rientro a scuola: CONFASI scuola, solo se esiste un valido protocollo di sicurezza.

Roma-A meno di due mesi dall’avvio dell’anno scolastico ancora non c’è nulla di concreto per partire in sicurezza. Il nodo scuola, con il rientro in presenza, assieme all’ipotesi di vaccinazione obbligatoria per professori e studenti, sta facendo molto discutere. “In questo lungo periodo di emergenza sanitaria la scuola non si è mai fermata- replica il segretario nazionale Confasi Scuola, Adele Sammarro- i docenti hanno lavorato tantissimo. Docenti e personale scolastico, hanno dimostrato un grande senso di responsabilità e di civismo, difatti oltre l’85% di loro, risulta già vaccinato e molti sono ancora in fase di vaccinazione”. “Studenti e docenti torneranno in presenza, ma non sarà possibile garantire il distanziamento, questo- ha commentato il leader della Confasi Scuola– è un dato che a noi preoccupa tantissimo. La scuola ha bisogno di interventi urgenti per ripartire in sicurezza, proprio perché la variante Delta si propaga con una certa rapidità”. “Ad oggi, -replica la Sammarro-da parte del governo non è stato realizzato alcun tracciamento, non è stato fatto nulla di concreto per lo sdoppiamento delle classi, né si è pensato di introdurre nelle aule sistemi di aerazione e ventilazione, né, ancor meno, è stato previsto un incremento del corpo docente. E’ necessario che il governo investa sull’istruzione in maniera seria e con celerità. La scuola non ha bisogno di proclami, né di diktat, ha bisogno di garanzie, senza di queste non può esserci scuola in presenza”.

La Confasi Scuola invita, pertanto, il governo a mettere in atto tutti gli strumenti possibili, a fare i dovuti investimenti per garantire la scuola in presenza, purché sia in sicurezza per docenti, alunni e personale scolastico.

E’ opportuno- conclude la Sammarro– che sia risolta la problematica dei trasporti  urbani ed extraurbani, garantita, dunque, la qualità e la sanificazione dell’aria all’interno delle aule, riconsiderata la distribuzione degli alunni per aule, e ci sia il controllo dei contagi tramite uno screening scolastico periodico”.

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