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Dalle forche di giustizia la storia di Forcella, il quartiere piu’ popolare di Napoli

Napoli – Il quartiere Forcella è da sempre un cult identitario sia per gli stessi partenopei che per la mole di visitatori che da ogni dove viene affascinata dagli usi e dai costumi popolare del luogo.  Caratterizzato da forti criticità il quartiere  è un punto di incontro per  popoli e culture diverse. Da qualche annosta vivendo una rinascita, un fenomeno di rigenerazione urbana e di cambiamento

Forcella è situata precisamente tra i quartieri Pendino e San Lorenzo a ridosso di via Duomo e tra Spaccanapoli e il corso Umberto I, in quella che un tempo era la vecchia “Neapolis”. La sua storia ha, infatti, origini molto antiche che risalgono all’epoca greco-romana: a confermare ciò i resti presenti in loco della vecchia cinta muraria cittadina (“Porta Furcillensis”), un cumulo di pietre da cui risale l’antico e famoso detto napoletano: ”Sta’ cosa s’arricorda ‘o Cipp’ à Furcella”, per dire che è una cosa molto vecchia. Si pensa che anticamente il quartiere si chiamasse, però, in altro modo, “Regione Erculense”, perché qui un tempo sorgeva il Tempio di Ercole.

Preso atto che anticamente Forcella si chiamasse in altro modo, esistono diverse tesi sul perché oggi si chiami così. L’ipotesi più accreditata è che il quartiere prende il suo nome dalla biforcazione ad ipsilon (Y) in cui termina una delle antiche plateaie greche della città (i famosi decumani), quella che oggi è conosciuta in tutto il mondo come Spaccanapoli, e che ricorda le fattezze di una forcella. Duemila anni fa la strada che portava fuori dalla città attraverso la Porta Furcillensis (menzionata prima) si diramava, infatti, in due strade, assumendo la tipica forma ad “Y” di una forcella: una strada conduceva ad est, verso Ercolano, e l’altra scendeva in direzione del mare, verso le attuali Torri Aragonesi di via Marina.

Secondo lo studi di Pietro Giannone, come riporta in “Istoria civile nel Regno di Napoli”e  quindi Napoli Today,  l’origine della denominazione Forcella  deriverebbe dalle forche di giustizia che, un tempo, erano posizionate nella piazza principale del quartiere. Secondo altri l’origine risalirebbe alla presenza nel quartiere della Scuola pitagorica, il cui simbolo era la Y, lettera presente anche sull’antico stemma del seggio di Forcella. Secondo altri, ancora, risalirebbe al significato sacro legato alla biforcazione della strada che ha origine nell’antica struttura di “Neapolis”: quella Y, disegnata dalle due strade che si separano, pare, sia, infatti, un simbolo magico, rappresentativo della sacra creazione dell’Universo. Appare peraltro chiaro che, in un modo o in un altro, la storia di Forcella sia legata indissolubilmente al simbolo Y, simbolo che in un’altra interpretazione ancora rappresenterebbe la metafora della vita: la lettera ricorda, infatti, un albero, dove il tronco simboleggia la fase embrionale dell’esistenza e la biforcazione indicherebbe il passaggio dall’adolescenza all’età adulta.

 

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