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Infosalute: i farmaci miorilassanti

I miorilassanti sono farmaci in grado di rilassare la muscolatura volontaria (o scheletrica) e involontaria (o liscia) del corpo.

I farmaci miorilassanti si dividono in tre gruppi:

  • miorilassanti “centrali”, che agiscono a livello del sistema nervoso centrale, inibendo la contrazione muscolare volontaria e vengono impiegati come antispastici e bloccanti in anestesia chirurgica
  • miorilassanti “competitivi” o “non depolarizzanti”, che agiscono a livello del sistema nervoso periferico, interrompendo la trasmissione neuromuscolare, ossia la trasmissione di impulsi dai nervi ai muscoli involontari, competendo con l’attività del neurotrasmettitore acetilcolina. Agiscono per un periodo di tempo prolungato e vengono utilizzati nell’ambito di una chirurgia più complessa
  • miorilassanti “depolarizzanti”, che agiscono sul sistema nervoso periferico bloccando la placca neuromuscolare, cioè la zona in cui c’è il contatto tra nervo e muscolo. Agiscono per un periodo di tempo più breve rispetto ai miorilassanti del secondo gruppo e vengono utilizzati in ambito di piccole operazioni e di manipolazioni

I farmaci miorilassanti vengono utilizzati anche nella cura delle miopatie, ossia malattie che danneggiano i muscoli volontari, con un approccio terapeutico che varia in base al tipo di miopatia.

I farmaci miorilassanti vanno sempre utilizzati dietro prescrizione medica, facendo particolare attenzione alle indicazioni farmaceutiche, alle dosi e alle modalità di assunzione.

I miorilassanti si trovano in commercio sotto forma di compresse, capsule e sospensioni da assumere per bocca; in alternativa, esistono soluzioni che possono essere iniettate per via sottocutanea, intramuscolare ed endovenosa. I principi attivi appartenenti ai miorilassanti sono diversi e possiedono meccanismi d’azione differenti.

I miorilassanti, sia ad azione periferica che centrale, possono provocare effetti indesiderati (effetti collaterali) che variano in funzione del principio attivo impiegato e della sensibilità di ciascuna persona nei confronti del farmaco stesso.

I principali effetti collaterali sono:

  • ipotonia (riduzione della tonicità dei muscoli)
  • astenia (riduzione della forza muscolare)
  • vertigini
  • disturbi gastrointestinali
  • disturbi del sonno

I disturbi del sonno possono essere indotti dai farmaci che agiscono a livello del sistema nervoso centrale. Molti miorilassanti provocano ipotensione, cioè un abbassamento della pressione arteriosa, disturbi cardiaci e broncospasmo. Inoltre, alcuni miorilassanti ad azione periferica sono anche in grado di favorire il rilascio d’istamina, con conseguente insorgenza di effetti collaterali a livello della cute (quali prurito, ponfi, eritemi, orticaria), dell’apparato respiratorio (quali asma, broncospasmo), del sistema cardiovascolare.

In generale, i farmaci miorilassanti sono ben tollerati dall’organismo anche per periodi di trattamento prolungati.

Durante la gravidanza l’uso di miorilassanti è indicato esclusivamente nel caso in cui si abbia un apporto di benefici decisamente superiore ai rischi per il feto. Nei primi tre mesi, in particolare, l’utilizzo è sempre da evitare. È, invece, fortemente sconsigliato l’uso di miorilassanti durante il periodo di allattamento poiché i farmaci passano direttamente nel latte materno.

I principali farmaci miorilassanti, sono:

  • alfusozina, farmaco utilizzato per trattare i sintomi dell’ipertrofia prostatica benigna. Questo farmaco blocca i recettori alfa delle basse vie urinarie, rilassando la muscolatura liscia prostatica e consentendo un migliore deflusso dell’urina. L’alfusozina può causare sonnolenza e capogiri, soprattutto se assunta in presenza di temperature elevate e di intensa attività fisica; pertanto, può compromettere le capacità di utilizzo di autoveicoli e macchinari in genere. Assolutamente da evitare in caso di problemi epatici e in caso di terapie a base di altri alfabloccanti. L’alfusozina viene assunto per via orale
  • alprostadil, farmaco impiegato nei trattamenti della disfunzione erettile, favorisce l’afflusso di sangue nel pene mediante dilatazione dei vasi. Viene somministrato per via intracavernosa, endovenosa o intrauretrale
  • atracurio, farmaco utilizzato in terapia intensiva e durante gli interventi chirurgici effettuati in anestesia generale. Agisce sul rilassamento della muscolatura scheletrica favorendo l’intubazione e la ventilazione controllata. Viene somministrato esclusivamente per via endovenosa da personale esperto e solo dopo l’anestesia generale
  • ciclobenzaprina, agisce bloccando gli impulsi nervosi diretti verso il cervello e inibendo la sensazione del dolore. Viene utilizzato normalmente in presenza di traumi muscolari o in condizioni di dolore intenso. Non deve essere assolutamente preso in caso di malattie tiroidee e cardiovascolari. È un medicinale da prendere per via orale
  • dantrolene, farmaco specifico per il trattamento dell’ipermetabolismo fulminante, ossia un aumento della richiesta di ossigeno da parte dei muscoli scheletrici che si verifica nelle crisi di ipertermia maligna, una grave reazione provocata da medicinali usati per indurre l’anestesia prima di un intervento chirurgico e da medicinali usati per il trattamento di alcuni disturbi della mente. Il dantrolene si somministra per via orale o mediante iniezioni
  • darifenacina, medicinale utilizzato nei trattamenti dell’incontinenza urinaria; agisce rilassando i muscoli della vescica. È controindicato in caso di ritenzione urinaria e gastrica e in caso di gravi malattie del fegato. Viene somministrato per via orale
  • mivacurio, agisce sul sistema nervoso periferico, interrompendo la trasmissione degli impulsi nervosi e rilasciando la muscolatura scheletrica. Data la sua breve durata di azione e il rapido recupero, viene solitamente utilizzato in interventi chirurgici in anestesia generale, soprattutto per favorire l’intubazione e la respirazione assistita. La sua somministrazione avviene per via endovenosa
  • omatropina, agisce sul muscolo ciliare dell’occhio, bloccando un neurotrasmettitore, l’acetilcolina, e provocando la dilatazione della pupilla. Viene utilizzato per numerosi interventi di correzione dei difetti oculari. L’omatropina è controindicata in caso di glaucoma. Viene somministrato sotto forma di collirio
  • oxibutinina, medicinale che riduce gli spasmi muscolari della vescica e delle vie urinarie in caso di incontinenza. Viene utilizzato per via orale o transdermica
  • pancuronio, analogo negli effetti all’omatropina, bloccante dell’acetilcolina, agisce nei punti di contatto tra fibre nervose e muscolari. È utilizzato in anestesia generale al pari del mivacurio. Il suo effetto, tuttavia, è di lunga durata e può provocare debolezza muscolare e lievi paralisi associate ad apnea. Viene somministrato per via endovenosa
  • rocuronio, della stessa famiglia e con effetti analoghi ai precedenti, è usato in anestesia generale chirurgica e in terapia intensiva, anche neonatale, per l’intubazione tracheale. L’uso del rocuronio deve avvenire con particolare cautela durante la gravidanza. È usato per via endovenosa
  • silodosina, agisce rilassando i muscoli di prostata e vescica, riducendo i disturbi dell’ipertrofia prostatica benigna e favorendo il flusso urinario. Un effetto collaterale, raro, della silodosina è un’erezione prolungata e dolorosa. Anche questo farmaco può compromettere la capacità di manovrare autoveicoli e macchinari in genere. È assolutamente da evitare in caso di malattie renali o epatiche, o in caso di trattamenti con farmaci alfabloccanti
  • succinilcolina, miorilassante depolarizzante che blocca la risposta all’acetilcolina, inibendo la trasmissione neuromuscolare nei muscoli scheletrici. Ha un’azione limitata nel tempo; pertanto, di norma, è utilizzato in operazioni minori, manipolazioni, manovre ostetriche, intubazione, respirazione assistita. Poiché ha la capacità di ridurre le contrazioni muscolari, è spesso usato nelle terapie anticonvulsivanti. La succinilcolina è fortemente sconsigliata in gravidanza. Viene somministrato per endovena
  • tamsulosina, al pari di alfusozina e silodosina viene somministrato in caso di ipertrofia prostatica benigna per rilassare i muscoli di prostata e vescica e favorire la minzione. Da non prendere in caso di utilizzo di farmaci analoghi. Può compromettere le capacità di guida e di conduzione di macchinari. È un farmaco da assumere per via orale
  • tizanidina, blocca gli impulsi nervosi che trasmettono le sensazioni dolorose inviate al cervello. Viene usata principalmente per trattare i casi di spasticità, poiché uno dei suoi effetti è quello di rilassare il tono muscolare per brevi periodi. È un medicinale da assumere sotto forma di capsule o compresse per bocca
  • tropicamide, ha l’effetto di rilassare i muscoli dell’occhio favorendo altresì la dilatazione della pupilla. Assolutamente da evitare in caso di glaucoma. È un farmaco che viene somministrato direttamente all’interno del bulbo oculare sotto forma di collirio
  • vecuronio, è un coadiuvante per l’anestesia generale, l’intubazione e la ventilazione meccanica a qualunque età, anche neonatale. Generalmente, ne viene sconsigliato l’utilizzo in gravidanza. Viene somministrato per via endovenosa

Si ribadisce che tutti i farmaci miorilassanti devono essere utilizzati esclusivamente dietro prescrizione medica e che si deve prestare la massima attenzione alle indicazioni farmaceutiche, posologia e modalità di assunzione.

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