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L’India invita l’Italia ad investire e strutturare nuovi rapporti

ROMA – “La Via della seta c’è stata, ai tempi di Marco Polo; l’unica via del cotone che mi viene in mente invece fu quella che dall’India finanziò la rivoluzione industriale dell’Inghilterra del XIX secolo”: Antonio Armellini, già ambasciatore a Delhi, parla con l’agenzia Dire alla vigilia della missione di Giorgia Meloni. Alcuni quotidiani italiani hanno messo in relazione la visita del presidente del Consiglio con la prossima scadenza del memorandum per la Via della seta, siglato con Pechino dall’allora governo di Giuseppe Conte.

Ambasciatore a Delhi dal 2004 al 2008, Armellini è vicepresidente dell’Associazione Italia-India per la cooperazione tra i due Paesi, un’iniziativa nata a Milano su impulso di realtà industriali ed esponenti del mondo accademico, culturale e della comunicazione con l’obiettivo di promuovere le relazioni bilaterali.
Quello della Via della seta è un progetto molto diverso, proiettava la Cina nel mondo usando il simbolo della vecchia via di Marco Polo” sottolinea il diplomatico, respingendo le suggestioni della stampa italiana. “Con l’India ci sono invece rapporti che devono crescere e strutturarsi meglio di quanto accaduto in passato”. (www.dire.it)

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