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Fabrizio Corona tuona “Il Calcio Italiano è morto”

Un vero e proprio terremoto mediatico è pronto ad abbattersi sulla Serie A, innescato dall’ultima provocazione di Fabrizio Corona. Nel nuovo episodio del suo format web Falsissimo, l’ex re dei paparazzi lancia accuse pesantissime su un presunto sistema di potere che, a suo dire, starebbe manovrando le fila del mercato calcistico. “Il calcio italiano non esiste più, è mosso solo dai soldi”: questa è la tesi di fondo di un video che promette di far discutere. La ricostruzione di Corona, che al momento non trova conferme in indagini ufficiali, parte in modo spiazzante elogiando la figura di Luciano Moggi, descritto come l’ultimo manager in grado di contenere l’influenza dei procuratori. Secondo la narrazione del video, il vuoto di potere lasciato da Calciopoli avrebbe consegnato le chiavi del sistema in mano agli agenti sportivi. A supportare questa tesi, Corona diffonde un audio che attribuisce a Vincenzo Raiola, nel quale si tratteggia uno scenario inquietante: secondo l’intercettazione, esisterebbe una prassi diffusa di sospetti accordi economici tra procuratori e direttori sportivi, oltre all’apertura di controverse società d’immagine per blindare i giovani talenti a suon di denaro ancor prima del loro esordio.

Nel corso della sua requisitoria, l’ex fotografo punta il dito contro alcuni dei nomi più influenti del mercato. Al centro delle sue invettive finisce Beppe Riso, che secondo Corona vanterebbe un’influenza spropositata su club come la Roma e gestirebbe le manovre di innumerevoli calciatori di spicco. Nel mirino delle sue critiche finiscono anche altri big del settore: da Alessandro Lucci, per alcune recenti operazioni legate alla Fiorentina, fino ai presunti intrecci sull’asse Juventus-Monza che coinvolgerebbero dirigenti e procuratori in triangolazioni milionarie. Corona solleva pesanti interrogativi anche sul ruolo degli intermediari, tratteggiando figure che si muoverebbero nell’ombra del mercato: cita le operazioni di Giuffrida, tira in ballo i presunti affari di Busardò (accostato a club come il Torino) e adombra sospetti sulle attività estere di Pastorello. Una rete di presunte ingerenze e conflitti d’interesse che porta Corona a formulare una richiesta estrema: la retrocessione di almeno cinque squadre per “ripulire” il sistema.

Ma l’attacco frontale non risparmia i giocatori, passando dai campi di gioco alla vita privata. Abbandonando il mito dei campioni carismatici, il video di Falsissimo dipinge i calciatori odierni come atleti distratti, intrappolati in uno stile di vita fatto di lusso e vizi. Dopo un duro richiamo alle recenti cronache sul caso scommesse, l’attenzione si sposta sulle notti milanesi, tra presunti eccessi e frequentazioni di escort nei privè. A subire l’attacco personale più duro è il difensore del Milan Theo Hernandez: attraverso un’intervista a dir poco surreale realizzata a un presunto ex autista del giocatore, Corona consegna al web un ritratto grottesco della vita fuori dal campo del francese. Accuse pesantissime e diffamanti che, inevitabilmente, rischiano di scatenare una pioggia di querele da parte dei diretti interessati. Nel frattempo, in attesa di capire se le affermazioni del video si tradurranno in azioni legali, l’onda d’urto sembra solo all’inizio: Corona ha già rilanciato la sfida, dando appuntamento a lunedì 18 per nuove “scottanti” rivelazioni.

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