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Educazione e gentilezza come segno di debolezza nell’arroganza del terzo millennio

Riflessioni nella giornata mondiale della "gentilezza" (13 novembre 2019)

Il termine “educazione” nel bistrattato vocabolario della nostra prestigiosa lingua italiana corrisponde a: “metodico conferimento o apprendimento di principi intellettuali e morali, validi a determinati fini, in accordo con le esigenze dell’individuo e della società”. Un termine dunque che  va di pari passo con la gentilezza e che racchiude in sè i principi fondanti del viver civile che non hanno tempo. Oggi però l’educazione, quella delle persone per bene troppo spesso viene scambiata per una sorta di debolezza. Nella società del terzo millennio però se si è educati e poi magari si ha anche l’aggravante di essere gentili e disponibili allora si corrono gravi rischi. Un tempo queste caratteristiche erano valore aggiunto in politica, nel lavoro e nei rapporti sociali del vivere quotidiano, oggi sembrano essere divenuti una patologia per chi ne soffre. Quindi ci si deve curare, ed attrezzarsi a diventare scorbutici ed arroganti in maniera tale da adeguarsi al logorio  della vita moderna che un tempo veniva combattuto a bicchierini di Cynar consigliati da Ernesto Calindri. L’atteggiamento educato e composto viene subito scambiato per debolezza, in realtà non è affatto così. La persona dabbene sa valutare perfettamente il suo interlocutore, ha solo il problema di non sapersi mettere al suo pari con il tono di voce e con gli atteggiamenti. Ma questo perchè il carattere si è formato in un determinato modo e difficilmente riesce poi a cambiare. In una società in cui l’evoluzione è tesa al contrario della meritocrazia, l’arroganza e la poca competenza trovano spazio in politica, contenitore dove un tempo regnavano statisti degni di essere chiamati tali, oggi in alcuni ambiti è divenuto una sorta di refugium peccatorum per quanti non riescono ad affermarsi professionalmente e con le proprie energie. Di qui alcuni partiti e le organizzazioni tendono a scegliere dei riferimenti che siano il meno intelligenti possibile, poichè se troppo svegli non vanno bene al sistema. Rischiano di passare troppo avanti. Ma anche se si è troppo ben vestiti non va bene per adeguarsi al livello standard ed essere acclamati  è bene recarsi presso qualche mercato rionale e procedere all’acquisto di mocassini marroncino chiaro, possibilmente rigidi e simil lucidi, jeans a cavallo altissimo abbastanza larghi ed una camicia a quadri in fustagno per i periodi piu’ freddi, in cotone per quelli meno. Di qui con colletto rigorosamente abbottonato, si può entrare in società civile e fare carriera. Se permangono però le buone maniere, il risultato non è certo garantito. Quindi luschi e bruschi. @direttore

Daniele Imperiale

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