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Alla Camera arriva il primo sì al suicidio assistito

ROMA – La legge sul suicidio assistito ottiene il primo sì in Parlamento. Le commissioni congiunte Giustizia e Affari sociali della Camera hanno approvato il testo base, che reca disposizioni in materia di morte volontaria medicalmente assistita, dando mandato ai relatori Alfredo Bazoli (Pd) e Nicola Provenza (M5S) a riferire in Assemblea. Il testo, nato per recepire la sentenza della Corte costituzionale 242/2019 in materia di fine vita, sarà in aula lunedì 13 dicembre per la discussione generale.

A favore hanno votato Pd, M5s, Leu, Iv e Più Europa. Contrario tutto il centrodestra con Lega, Forza Italia, Coraggio Italia e Fdi che hanno espresso il loro no. Il testo base è stato modificato con l’approvazione di alcuni emendamenti. Nel corso dell’esame nelle commissioni di merito è stata inserita la non punibilità retroattiva per i casi precedenti alla legge.

La norma così recita: “Non è punibile chiunque sia stato condannato, anche con sentenza passata in giudicato, per aver agevolato in qualsiasi modo la morte volontaria medicalmente assistita di una persona prima dell’entrata in vigore della presente legge, qualora al momento del fatto ricorressero i presupposti e le condizioni di cui all’articolo tre della presente legge e la volontà libera, informata e consapevole della persona richiedente fosse stata in inequivocabilmente accertata”.

Prevista anche l’obiezione di coscienza per medici e infermieri: “Il personale sanitario ed esercente le attività sanitarie ausiliarie non è tenuto a prendere parte alle procedure per l’assistenza alla morte volontaria medicalmente assistita disciplinate dalla presente legge quando sollevi obiezione di coscienza con preventiva dichiarazione” .

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