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Operazioni “alto impatto” a Bologna, coordinate dalla prefettura

BOLOGNA – Un «effetto sorpresa» per gli affiliati alla criminalità.

Così vengono definiti dal prefetto di Bologna, Attilio Visconti, i controlli interforze avvenuti dal 30 gennaio al 28 febbraio nelle zone più calde della città, coordinati dalla prefettura, che hanno costituito un efficace deterrente al compimento di molti reati e portato ad una notevole diminuzione delle chiamate ai numeri d’emergenza.

«Le operazioni ripetute anche per tre giorni di seguito nello stesso luogo, con l’impiego di tutte le forze di polizia» rappresentano uno «strumento di prevenzione molto efficace», e danno attuazione a quello che il prefetto, durante un’intervista al quotidiano Corriere di Bologna, ribattezza «modello Piantedosi».

Il piano, che segue le linee indicate dal Ministro dell’Interno nell’incontro dello scorso 21 gennaio nel capoluogo, ha portato infatti a 15 arresti e 25 denunce su 3700 persone controllate.

L’idea – ha sottolineato il prefetto – è quella di «creare le situazioni di sicurezza perché il cittadino viva tranquillo e il delinquente sappia che in qualsiasi momento può essere identificato e la sua attività contrastata».

L’attenzione del titolare del palazzo di Governo si rivolge, inoltre, all’emergenza legata ai furti nelle ville sui colli bolognesi, per la quale – afferma – «servirebbe collegare telecamere alle centrali operative. Abbiamo anche studiato vie di ingresso e uscite dove si potrebbero installare telecamere per registrare gli accessi e predisposto servizi mirati in un’area che però è molto vasta».

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