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L’elemento acqua: polvere debole, forza di vitalità

L’elemento acqua è parte integrante e sostanziale di un sistema vitale, di un ciclo che costituisce un comune denominatore di reciproca essenza. Per immergersi nella visione massonica che essa rappresenta è bene seppure a livello introduttivo analizzare i quattro elementi nel loro insieme.

Essi come stati di aggregazione della materia: fuoco, stato ardente; aria, stato gassoso; acqua, stato liquido; terra, stato solido.

Il medico greco Filistione ebbe ad evidenziare ab antiquo, che ad ogni elemento fosse attribuita una qualità: al fuoco la corrispondenza del caldo, all’aria il freddo, all’acqua l’umido e alla terra il secco.  Cosicché l’acqua risulta opposta al fuoco ma affine alla terra e l’umido opposto al secco ma affine al freddo. Dall’interazione di questi elementi, composti da particelle mescolate in proporzioni variabili, hanno origine tutti i fenomeni del cosmo: la nascita, la morte, la trasformazione. Le forze che permettono l’interazione degli elementi sono due: l’amore, forza attrattiva, e la discordia (o odio), forza repulsiva.

Ai quattro elementi, Aristotele ne aggiungerà un quinto: la quintessenza, chiamata etere, che costituisce la materia delle sfere celesti, l’essenza del mondo celeste, eterno, immutabile, trasparente.

Invece  secondo Pitagora  matematico e filosofo greco, disponendo i primi quattro numeri naturali nella forma di un triangolo equilatero, in modo da formare una piramide con dieci punti, si identifica il simbolismo dei 4 elementi nella cosiddetta tetraktys. Partendo dall’alto, troviamo: il punto, che rappresenta l’unità e viene fatto coincidere con il fuoco; i due punti, che rappresentano la dualità e corrispondono all’aria; i tre punti, che rappresentano la superficie piana, la creazione, e corrispondono all’acqua; i 4 punti, che rappresentano la materialità e corrispondono alla terra. La tetraktys racchiude quindi l’intera natura dell’universo.

L’Aria dal latino aer e dal greco antico aèr rappresenta lo stato gassoso, inodore, insapore e comburente. Tra tutti gli elementi è quello più sottile, in quanto invisibile, non può essere afferrata e trattenuta. L’aria è lo spazio intangibile che avvolge e permea l’intero universo, l’invisibile che respiriamo, perciò è l’energia vitale senza la quale non ci sarebbe la vita.

La sua sede è la parte di universo posta tra il cielo e la terra. Secondo la tradizione antica il primo elemento superiore è il fuoco (il più leggero e mobile), l’aria è il secondo elemento superiore, nel quale avvengono le trasformazioni che coinvolgono gli elementi inferiori l’acqua e la terra. Infatti, l’aria in coppia con il fuoco, ne condivide le polarità attive e maschili. L’aria è il respiro vitale, il respiro cosmico.

 

Il fuoco è di fatto l’agente di relazione naturale tra il microcosmo e il macrocosmo. Il fuoco è un elemento dinamico, in quanto genera trasformazioni: in particolare il fuoco tende a purificare tutte le cose, elevandole ad un livello di perfezione maggiore. L’elemento fuoco è rappresentato dalla figura geometrica di un triangolo equilatero con il vertice verso l’alto, allude quindi ad un moto ascendente, di crescita o dilatazione, ad un’azione centrifuga, invadente e conquistatrice. Infatti il fuoco racchiude in se il principio maschile, che tutto permea e tutto vivifica, che inciterebbe ad un azione distruttrice se non fosse moderato dagli altri elementi. Infatti alla forza ascensionale del fuoco si oppone l’acqua, elemento femminile e passivo, che scorrendo verso il baso va a riempire ogni spazio vuoto e cavo. L’acqua rinsalda quel che il fuoco dilata, la sua azione è dunque centripeta o costruttiva; invece di elevarsi verticalmente come il fuoco, si espande in orizzontale, lenendo la forza distruttrice del fuoco. Unendo il simbolo del fuoco, triangolo con punta in su, e il simbolo dell’acqua, triangolo con punta in giù, si forma una stella con sei raggi (un’esagramma, raffigurazione grafica del Sigillo di Salomone).

La terra è l’elemento di tutta la natura, nei suoi tre regni minerale, vegetale ed animale, considerata da molte tradizioni il più sacro e divino tra gli elementi, in quanto simboleggia la materia primordiale. La Terra è al tempo stesso materna e nutriente, ed anche pratica, concreta, solida e potente. Fertile e creativa, nutriente e rigogliosa, racchiude in sé le caratteristiche del grembo materno che accoglie la vita e la nutre, e in senso pratico ha le qualità della costanza, della pazienza e della forza. Secondo le culture di stampo matriarcale, essa è il principio femminile per eccellenza, la Grande Madre aperta all’intervento fecondo del cielo, principio maschile, da parte dell’elemento fuoco e benefica delle influenze astrali, per mezzo dell’elemento acqua. Nelle sue viscere infatti, essa accoglie e trasforma il seme del dio, elemento maschile, seme al quale la madre, elemento femminile, dà potenza. La terra è quindi dotata di potenza magica.

Materia contrapposta allo spirito, ma contemporaneamente indispensabile all’equilibrio dell’universo stesso. Come in ogni cultura antica di stampo naturale, l’uomo è sempre stato ritenuto un elemento facente parte di questo universo, uno dei figli della terra stessa, una particella inserita in un contesto più ampio. Con l’avvento delle culture antropocentriche, la natura è stata depredata e ferita nella sua sacralità: l’uomo è diventato il dominatore di tutte le cose, e animali, boschi, alberi, acque e la terra stessa, ne hanno fatto le gravi conseguenze, con effetti che inevitabilmente si riflettono sull’uomo stesso.

L’acqua ha una grande valenza esoterica è la sorgente della vita, la matrice che sotto forma di liquido amniotico e delle acque primordiali preserva e da inizio alla vita profana.Nella forma di pioggia rende fertile e feconda la terra. Infatti la goccia, l’infinitamente piccolo, contiene l’infinitamente grande, come il seme contiene tutte le informazioni per dar seguito allo sviluppo della vita. L’acqua è un elemento sottile, infatti sotto forma di vapore sale verso il cielo e si impregna delle energie astrali. Successivamente torna sotto forma di pioggia sulla terra, fecondandola con le energie catturate nella dimensione sottile.

La terra trae giovamento, dalle informazioni ricevute dall’acqua, per la sua continua evoluzione. Nella teoria dei quattro elementi tradizionali l’acqua si pone al terzo posto: dopo il fuoco e l’aria e prima della terra. Questa posizione tra l’aria e la terra le spetta per quanto riguarda il movimento consentito dalla sua struttura, geometricamente il triangolo equilatero rovesciato con il vertice verso il basso, mentre l’elemento più immobile e più facilmente plasmabile è la terra, la più solida di tutti gli elementi, rappresentata simbolicamente dal quadrato.

L’acqua rappresenta il femminile per eccellenza, in quanto è estremamente adattabile, passiva e ricettiva. Infatti allo stato liquido è flessibile, cambia la sua forma, adattandosi alle circostanze, aggirando gli ostacoli che incontra nel suo cammino. Dalla sorgente in cui nasce, pian piano giunge al mare, diventando prima torrente e poi fiume in un processo di continua trasformazione che è la sua vera forza.

L’acqua scorre nelle profondità della terra, trapassando la materia oscura e densa, torna in superficie portando con se energie segrete. Infatti tramite l’acqua si ha l’iniziazione primordiale, la purificazione, sotto la forma rituale del battesimo. L’acqua essendo un elemento passivo ha come virtù la calma e la temperanza.

Nella cerimonie  iniziatiche assume un particolare significato, quando si transita dalla vita profana a quella del lavoro che edifica templi alle virtù e dove tutto deve essere giusto e perfetto.

Nelle prove iniziatiche quella dell’acqua vuole dunque significare all’iniziando che deve saper resistere all’impeto delle correnti alle quali, nella vita, si abbandonano le nature comuni. La purificazione per mezzo dell’acqua, invece, è una specie di battesimo filosofico capace di togliere ogni macchia e fugare ogni dubbio, attraverso la capacità di sapersi mettere in discussione.

Sotto questo aspetto generalizzato, per acqua si intende la totalità delle materie allo stato liquido. Nelle acque primordiali, immagine della protomateria, si trovano i corpi solidi ancora mancanti di forma e rigidità; per questo motivo gli alchimisti chiamano “acqua” il mercurio al primo stadio della trasformazione.

Il fatto che durante l’Agape rituale l’acqua assuma la denominazione di polvere debole non deve trarci in inganno.

Secondo Oswald Wirth, esoterista svizzero vissuto nella metà degli anni 800, in alchimia, il soggetto che deve operare una trasformazione, quindi morire, per poter rinascere, annerito dopo la morte e la putrefazione, è sottoposto all’abluzione, operazione che utilizza le piogge progressive, che procedono alla compensazione dei vapori che emanano dal cadavere sotto l’azione di un fuoco esteriore moderato, alternativamente attizzato e smorzato. Da queste piogge reiterate risulta la lavatura progressiva della materia, che passa dal nero al grigio e, infine, al bianco.

La bianchezza segnala la fine della prima parte della grande Opera. L’iniziato la raggiunge solo mondando la propria anima da tutto ciò che normalmente la circonda quotidianamente.

La lavatura, quindi, non rappresenta tanto la purificazione del male oggettivo ed esteriore, quanto quella dei mali soggettivi che attanagliano l’anima dell’iniziando: acqua, dunque, come veicolo del cambiamento di stato.

Per poter Visitare il proprio interiore, è necessario lavarsi le vie introspettive perché tutto sia purificato ed in condizioni di essere apprezzato nelle sue accezioni negative ed in quelle positive.

La simbologia del viaggio dell’Acqua è quella della rinascita permanente. Questo è l’insegnamento della presa di coscienza di sé e di questo universo del quale siamo parte integrante e sostanziale.

L’acqua non oppone resistenza. L’acqua scorre. L’acqua non è un muro, non può fermarsi. Va dove vuole andare e niente le si può opporre. L’acqua è paziente. L’acqua che gocciola consuma una pietra e che con il tempo senza tempo scalfisce rocce e le trasforma in superfici levigate,  anche quelle più dure. L’acqua accarezza, invade, pervade e costituisce l’elemento che mai lascia l’uomo sia nella vita profana sia nella vita massonica.

Nell’irresistibile richiamo Franco Battiato mette in risalto  come i minerali di cui l’uomo è composto ritornino poi  all’acqua.

Il colore dell’acqua è anch’esso una celebrazione dove la mente dell’uomo tende a perdersi. Guardare un torrente che scorre, con il suo costante e dolce rumore, così come un fiume che accompagna la natura e nutre l’uomo e la sua terra.

“Non sapremo mai se guardando il mare abbia inizio il pensiero o finisca la ragione”  Quest’acqua così invadente che batte sulle rive e torna indietro verso se stessa, in una danza infinita, misteriosa, in fondo ad una linea che rappresenta la fine tra cielo e terra, ma che costituisce una mera immagine virtuale. Lo sguardo verso un infinito che traccia egli stesso la linea di demarcazione tra la volta stellata e l’acqua.

L’acqua, come gli altri elementi può essere alleata dell’uomo, ma costituisce anche una insidia. Per questo sta nella capacità edificatoria, costruire argini saldi che indirizzino l’acqua nella sua purezza e limpidezza. Allo sgorgare delle fonti, è una meraviglia della natura, che lo stesso uomo troppo spesso tenta di scalfire e di ricondurre.

L’uomo deve nutrirsi di acqua, il nostro stesso corpo che contiene la nostra anima non può vivere senz’acqua.

 

La bibliografia dedicata al simbolismo dell’acqua è una fonte inesauribile. Attingere a questa fonte comporta un lungo e affascinante viaggio nel tempo, fin dall’origine del creato. Nascita, trasformazione, rinascita.

Nostra alleata, l’acqua è una compagna di vita, e dal concepimento embrionale e poi con un ultimo sorso ci accompagna verso il viaggio in oriente eterno. Essa continuerà a scorrere dopo di noi, come scorreva prima di noi. L’acqua è senza tempo, come lo sono le nostre anime.

(D.I. MMXXII)

 

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