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Sicurezza ferroviaria, FAST Confsal: «Valutare l’intera catena, non soltanto l’errore umano»

ROMA – Valutare l’intera catena della sicurezza ferroviaria, senza fermarsi all’eventuale errore umano. È la richiesta della FAST Confsal, che in una nota del 2 novembre richiama la necessità di garantire protezioni efficaci anche quando un apparato si guasta o un operatore commette un errore.

Il segretario nazionale Vincenzo Multari, vicepresidente ALE, il Sindacato europeo dei macchinisti, sottolinea che le tecnologie devono mantenere una funzione di protezione anche in presenza di anomalie. «Parlare oggi di errore umano non chiude la questione, la apre», afferma il rappresentante sindacale.

La nota prende le mosse dalla collisione ferroviaria che il sindacato riferisce essere avvenuta il 28 ottobre a Urda, sulla linea ad alta velocità Madrid-Siviglia. Nella ricostruzione riportata dalla FAST Confsal, il treno Renfe AVE 2080 avrebbe tamponato il convoglio Iryo 6076, fermo davanti al segnale di ingresso.

Richiamando le informazioni attribuite all’autorità spagnola d’indagine tecnica, il sindacato riferisce di un guasto al segnalamento LZB e della successiva circolazione in regime degradato, con istruzioni comunicate a voce. La nota precisa che le ipotesi sulle cause restano aperte e che occorre attendere gli esiti degli accertamenti.

Per Multari, una sicurezza affidata a un singolo passaggio umano evidenzia un limite del sistema. La richiesta è quindi di esaminare insieme tecnologie, procedure e organizzazione del lavoro, individuando le barriere che devono impedire a una criticità di trasformarsi in un incidente.

Un impegno che la FAST Confsal rivendica anche in Italia, contestando un approccio nel quale la sicurezza viene ancora troppo spesso considerata un costo da contenere.

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