titolo pulito

La guerra in bianco e nero oggi la viviamo a colori

L'era del Covid 19: uomini senza volto e senza sorriso

Editoriale – I racconti di guerra dei nostri nonni, la lettura dei libri di storia. Restrizioni, coprifuoco, quarantene, divieti. Terminologie riposte nel cassetto fino ad un mese fa. E che oggi sono tornate in voga, e fanno parte del quotidiano che si sta vivendo. Il mondo è in quarantena.

L’Italia, messa in ginocchio da questo nemico invisibile, si difende con l’unica arma a disposizione: fermare tutto. E tornano alla mente quelle memorie di chi non poteva uscire e di quanti vedevano le bombe scendere dal cielo lanciate per distruggere ogni cosa. Molte persone furono costrette a “sfollare”, ossia lasciare i paesi e le città a rischio per spostarsi altrove al sicuro. E senza auto, senza cellulari, senza alcuna forma di comunicazione.

Improvvisamente, in forza di un decreto a firma singola, tutti in riga. Il popolo piega la testa. Credevamo di essere in democrazia, ma probabilmente l’emergenza Covid 19 ci ha fatto capire che siamo in dittatura. Seppure giustificata dall’obiettivo comune. Ma quanti di noi sapevano che basta un decreto firmato dal premier per riporci dentro le case come dei loculi? Nessuno. Oggi è realtà responsabile, il popolo ha dato prova a parte delle eccezioni, di voler e di poter collaborare. La sanità martoriata dalla politica oggi è il vero regista della guerra contro il Covid 19. Le restrizioni infatti seguono le indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità, del quale poca gente sapeva dell’esistenza di tale e fondamentale organismo. Ed ecco dunque che quella guerra in bianco e nero che ci sembrava un film forse anche fantasioso, diventa realtà. Dura e cruda. E nel terzo millennio avanzato siamo piegati da un virus invisibile che rischia di uccidere l’intera umanità. Molti virologi non noti alla tv, preferiscono il realismo all’allarmismo ansiogeno. La guerra a colori in fondo è combattuta non con le armi, e non sul fronte. Si combatte da casa, ma non comodi sul divano come vogliono farci credere, la guerra che ogni uomo combatte è dentro se stesso, dentro le proprie mura domestiche.

Rapporti difficili, incertezza sul futuro. Certezze vanificate in un attimo. Insorgenza di problematiche economiche, rischio default di aziende. I più fortunati non riescono a cullarsi nei loro allori, perchè è il sistema che è in fibrillazione e non sappiamo quali saranno gli esiti della guerra a colori che stiamo combattendo e che probabilmente vinceremo tutti insieme, forti del senso di appartenenza e del valore della solidarietà.

Ma proprio questo deve farci pensare che nella guerra a colori il primo posto spetta agli ultimi, a quanti effettivamente sono in seria difficoltà. Lo Stato, non basta. Per vincere la guerra oltre ai generali servono i soldati, ecco forse lo siamo diventati un pò tutti. La guerra è a colori come la televisione, come i nostri social media. Ed il sorriso non è solo spento da una convenzionale mascherina, ma anche nel cuore.

E la vinceremo e le nuove generazioni studieranno le guerre in bianco e nero e quella a colori del 2020. I

Daniele Imperiale

Certified
Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

This website uses cookies to improve your experience. We'll assume you're ok with this, but you can opt-out if you wish. Accept Read More

Privacy & Cookies Policy
404